
Emanuel de Witte
1692 · Repubblica delle Province Unite · Età dell'oro olandese, Barocco
La storia
Emanuel de Witte dipingeva l'interno delle chiese, e lo dipingeva per la luce più che per l'architettura. Dove il suo contemporaneo Pieter Saenredam misurava ogni colonna con esattezza, de Witte spostava i pilastri, inventava cappelle e lasciava che il sole si riversasse sugli interni protestanti, imbiancati a calce, di Amsterdam e di Delft, finché la pietra quasi risplende. Vi stanno persone in piedi, cani che si aggirano, un becchino che lavora sul pavimento.
Fu ammirato e fu povero. Le difficoltà di denaro lo inseguirono per decenni e, verso il 1688, vicino alla fine, andò ad abitare da un pittore più giovane, cui insegnava gli interni di chiesa in cambio del vitto.
Arnold Houbraken, il primo biografo dei pittori olandesi, racconta come finì. Nell'inverno del 1692, dopo una lite per l'affitto, de Witte si legò a un ponte di Amsterdam e si gettò. La corda si spezzò, egli annegò, e quella notte il canale gelò, così che il suo corpo non fu ritrovato che 11 settimane più tardi.
Opere
4 opere
Interno di una chiesa cattolica immaginariaEmanuel de Witte, 1668
Interno di una chiesa gotica protestante, con un becchino nel coroEmanuel de Witte, 1669
La Oude Kerk di Amsterdam durante una funzioneEmanuel de Witte, 1654
La tomba di Michiel de Ruyter nella Nieuwe Kerk di AmsterdamEmanuel de Witte, 1683