Fëdor Bruni

Fëdor Bruni

1799–1875 · Impero russo · Romanticismo, Pittura di storia


La storia

A Fëdor Bruni servirono più di 15 anni per finire un solo quadro. Il serpente di bronzo, scena biblica degli Israeliti che muoiono per i morsi dei serpenti nel deserto, è una tela enorme, ben più di 5 metri d'altezza e 8 di larghezza. Ne fece il primo schizzo nel 1824 e la portò a termine solo verso il 1841, lavorando ora a Roma ora a San Pietroburgo.

Bruni era russo di carriera e italiano di nascita. Nato a Milano nel 1799 come Fidelio Bruni, era figlio di un pittore decoratore italo-svizzero che aveva trasferito la famiglia in Russia intorno al 1800 per lavoro di corte. Il ragazzo entrò all'Accademia imperiale delle arti di San Pietroburgo a dieci anni e si diplomò a diciannove. Quando Il serpente di bronzo giunse finalmente nella capitale, lo zar Nicola I lo acquistò, e il pubblico lo paragonava all'immenso Ultimo giorno di Pompei di Karl Brjullov, il pezzo forte dominante della pittura di storia russa.

Bruni trascorse gli ultimi anni più da istituzione che da pittore. Lavorò all'interno della cattedrale di Sant'Isacco, prese in carico la galleria di pittura dell'Ermitage dal 1849 e divenne rettore di pittura e scultura all'Accademia verso la metà degli anni Cinquanta dell'Ottocento. Alla fine era il custode di un'antica maniera grandiosa contro cui spingeva con forza una generazione più giovane e più realista, e lasciò il suo incarico all'Accademia nel 1871, quattro anni prima della morte a San Pietroburgo.

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Opere

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