Georg Schrimpf

Georg Schrimpf

1889–1938 · Germania · Nuova Oggettività


La storia

Georg Schrimpf imparò a dipingere per la via difficile, quasi per caso. Nato a Monaco nel 1889, il padre morto prima che lui venisse al mondo, fece l'apprendista fornaio, poi passò quasi un decennio a girovagare per Belgio, Francia, Svizzera e Italia settentrionale, lavorando come cameriere, fornaio, spalatore di carbone. Non cominciò davvero come artista fino al 1915, senza alcuna accademia alle spalle.

Ciò a cui approdò fu un realismo calmo e immobile. Schrimpf divenne una delle figure centrali della Neue Sachlichkeit, la Nuova Oggettività nata in Germania negli anni Venti come fredda risposta alla febbre espressionista. Mentre colleghi come Otto Dix e George Grosz volgevano quello stile dallo sguardo lucido verso la bruttezza della società di Weimar, Schrimpf lo rivolgeva a donne silenziose, figure addormentate e paesaggi ordinati che prendono in prestito la quiete della prima pittura italiana.

Era stato un radicale nel 1919, brevemente incarcerato dopo il crollo dell'effimera Repubblica sovietica di Monaco, un governo socialista che tenne la Baviera per qualche settimana. Quel passato, e i suoi quadri miti e poco eroici, non si accordavano col nuovo regime. Nel 1937 i nazisti lo cacciarono dalla cattedra di Berlino e inserirono la sua opera tra l'arte degenerata. Morì l'anno dopo, nel 1938, a 49 anni.

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Opere

2 opere