
Giacomo Ceruti
1698–1767 · Ducato di Milano · Barocco
La storia
La maggior parte dei pittori del primo Settecento che voleva mangiare teneva i pennelli su santi, dèi e aristocratici. Giacomo Ceruti dedicò gran parte della carriera a mendicanti, lavandaie, facchini e bambini cenciosi, e li dipinse a grandezza naturale, la scala di solito riservata ai potenti. Gli valse il soprannome di Pitocchetto, all'incirca 'il piccolo pezzente'.
Lavorò soprattutto intorno a Brescia, città della Lombardia, nel nord Italia, dal 1720 circa. Le sue figure siedono o stanno in piedi e ricambiano lo sguardo dello spettatore con una pacata semplicità, ciascuna chiaramente una persona precisa e non un tipo. Là dove altri usavano i poveri stracciati come colore di sfondo, Ceruti ne fece l'intero soggetto e lasciò loro spazio.
Non era solo coscienza privata. Nel 1736 il maresciallo dell'esercito della Repubblica di Venezia, Johann Matthias von der Schulenburg, collezionista serio, gli commissionò un gruppo di queste scene di mendicanti, segno che tra i ricchi c'era un mercato proprio per quei volti. Ceruti dipinse anche le pale d'altare e i ritratti che a un artista in attività servivano per vivere. Il suo più grande insieme superstite di poveri, realizzato per una villa a Padernello, presso Brescia, è ancora noto come il ciclo di Padernello.
Opere
5 opere
Portarolo seduto su una cestaGiacomo Ceruti, 1735
Portarolo seduto con cesta a tracolla, uova e pollameGiacomo Ceruti, 1735
Ritratto di un violoncellistaGiacomo Ceruti, 1747
Natura morta con piatto di peltro, aragoste, limone, ampolle di vetro, pane e bottiglia di vinoGiacomo Ceruti, 1755
Natura morta con zucca, pere e nociGiacomo Ceruti, 1755