Giacomo Vighi

1573 · Ducato di Ferrara, Ducato di Savoia · Manierismo


La storia

Nel 1561 arrivò a Torino un ritrattista ferrarese con un dono della casa d'Este, una serie di ritratti dei suoi principi destinata alla corte sabauda. Giacomo Vighi, detto l'Argenta dal borgo vicino a Ferrara dove era nato intorno al 1510, aveva dipinto per il duca Ercole II d'Este, e ora entrava al servizio di Emanuele Filiberto, duca di Savoia. Nel giro di pochi mesi era di nuovo in viaggio. Quello stesso anno andò in Francia a ritrarre la regina madre, Caterina de' Medici, e poi in Spagna, dove ritrasse Filippo II, la regina Elisabetta di Valois e l'erede, don Carlos.

Viaggiare era il cuore del mestiere. Un ritrattista di corte portava all'estero le effigi dei propri signori e tornava con quelle dei principi stranieri. A metà degli anni Sessanta del Cinquecento Vighi fu mandato a Firenze a disegnare gli archi trionfali e le statue preparati per delle nozze medicee, e ritrasse Cosimo I, duca di Firenze. Nel 1569 Emanuele Filiberto lo nominò pittore di corte con patente ducale, assegnandogli i feudi di Casalborgone e Altessano e 60 lire al mese, e nel 1571 lo inviò alla corte imperiale.

Vighi morì a Torino nel 1573, e i familiari rinunciarono all'eredità. Oltre al suo ritratto del duca, i Musei Reali di Torino conservano il suo ritratto di Carlo Emanuele fanciullo, firmato Jacobus Argenta.

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Opere

1 opera