
Giovanni Ambrogio de Predis
1455–1522 · Ducato di Milano · Alto Rinascimento
La storia
Nell'aprile del 1483 una confraternita milanese, un sodalizio laico dedito all'Immacolata Concezione, firmò un contratto per una nuova pala d'altare. Vi erano indicati tre pittori — Leonardo da Vinci, da poco giunto da Firenze, e i fratelli milanesi Ambrogio ed Evangelista de Predis. La tavola centrale divenne una delle opere più celebri di Leonardo, la Vergine delle rocce.
Ambrogio de Predis era già una presenza fissa alla corte degli Sforza, i duchi che governavano Milano. Disegnava monete, dipingeva miniature e aveva un occhio acuto per la somiglianza, che ne faceva un ritrattista molto richiesto. I suoi scomparti laterali con angeli musicanti affiancavano la Vergine di Leonardo. Alla commissione seguì una lite sul denaro che si trascinò per circa 25 anni: i pittori sostenevano che i materiali erano costati assai più della cifra pattuita, e la confraternita rifiutava di pagare la differenza. De Predis reclamava ancora molto tempo dopo e prese parte all'accordo finale.
È annoverato tra i leonardeschi, la cerchia di artisti milanesi che assorbirono la maniera di Leonardo, e il suo angelo con il liuto è oggi alla National Gallery di Londra, uno degli sportelli di quella pala tanto a lungo contesa.
