
Giovanni Battista Crespi
1573–1632 · Ducato di Milano · Barocco, Manierismo
La storia
Quando Milano volle onorare Carlo Borromeo, l'arcivescovo riformatore che aveva guidato la città attraverso la peste e la Controriforma, gran parte della pittura toccò all'uomo che chiamavano il Cerano, dal piccolo paese dove era cresciuto. A Roma aveva stretto amicizia con il potente cardinale Federico Borromeo, cugino di Carlo, e tornò a Milano come l'artista a cui la Chiesa locale affidava più volentieri un'immagine sacra.
La sua grande impresa furono i Quadroni, enormi tele, alcune alte più di quattro metri, che raccontano la vita e i miracoli di Carlo Borromeo mentre la città premeva su Roma perché lo facesse santo. Furono dipinti per essere appesi in alto nel Duomo di Milano, e ancora oggi vengono esposti ogni novembre nel giorno della sua festa, issati tra i piloni perché la folla possa seguire la storia dal basso.
Crespi lavorò nel clima teso e devoto della Milano della Controriforma, dove un dipinto doveva spingere la gente comune alla preghiera. Le sue scene affollate e i suoi scorci ripidi conservano l'energia nervosa del manierismo, lo stile in cui si era formato, mentre il sentimento si fa più caldo e umano. Non fu soltanto pittore: diresse l'accademia d'arte cittadina fondata da Federico Borromeo e lavorò come scultore e architetto nel Duomo stesso.

