Giovanni Battista Paggi

Giovanni Battista Paggi

1554–1627 · Repubblica di Genova · Tardo Rinascimento, Barocco


La storia

Nel 1579 un giovane pittore genovese di famiglia agiata uccise un uomo, a quanto pare un committente, in una lite sul pagamento, e fuggì dalla sua città. Giovanni Battista Paggi si rifugiò in Toscana, passando per piccoli centri prima di stabilirsi a Firenze, dove divise la bottega con Federico Zuccari, uno dei pittori più celebrati del tempo.

L'esilio finì per fare la sua fortuna. Dopo due decenni di lavoro a Firenze divenne un artista e un pensatore stimato, convinto che la pittura fosse una nobilissima scienza, degna della mente di un gentiluomo. Quella convinzione aveva un risvolto pratico. Nel 1590 vinse una causa contro la corporazione dei pittori genovesi, che vietava a forestieri e nobili di lavorare liberamente, e la città, desiderosa che uomini di nobile nascita le dessero lustro, decise in suo favore.

Tornò a Genova intorno al 1599, dipinse pale d'altare in tutta la Liguria e lasciò un trattato scritto a sostegno della sua idea di sempre: che il pittore appartenesse al mondo dei dotti.

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Opere

1 opera