
Giovanni Biliverti
1585–1644 · Paesi Bassi spagnoli, Granducato di Toscana · Manierismo, Barocco, Scuola fiorentina
La storia
Un vescovo in paramenti ricamati si china su un bambino che giace morto in una strada, mentre la madre gli sta inginocchiata accanto. Giovanni Bilivert dipinse questo miracolo di san Zanobi, vescovo di Firenze nel IV secolo, per il suo caro amico Giuliano Girolami, la cui famiglia di banchieri si diceva discendente del santo. La grande tela, dipinta probabilmente fra il 1610 e il 1620, si trova oggi alla National Gallery di Londra.
Le radici di Bilivert erano nei Paesi Bassi. Il padre, un orafo di nome Bijlevelt, era venuto da lì per lavorare per i Medici, granduchi di Toscana, e il cognome si italianizzò in Bilivert o Biliverti. Giovanni si formò con il Cigoli, il pittore più importante della Firenze di allora, e lo seguì a Roma dal 1604 al 1607.
Tornato a Firenze, nel 1609 entrò nell'Accademia del Disegno, l'accademia degli artisti della città. Dal 1611 al 1621 disegnò anche modelli per i commessi di pietre dure del granduca Cosimo II. Quando il Cigoli morì nel 1613, fu Bilivert a completare alcuni dei suoi quadri rimasti incompiuti. Fra le sue tele fiorentine più note ci sono la Castità di Giuseppe, con Giuseppe che si divincola dalla moglie di Putifarre, e l'Angelo che rifiuta i doni di Tobia, a Palazzo Pitti. Guidò una delle botteghe più attive della città, dove si formarono pittori come Cecco Bravo, e morì a Firenze nel luglio 1644.
