
Giuseppe Amisani
1881–1941 · Regno d'Italia · Art Nouveau, Art Nouveau a Milano
La storia
Giuseppe Amisani fu bocciato al corso di disegno tecnico nella sua scuola di Pavia, in Lombardia, nel nord d'Italia, una riga curiosa nella storia di un uomo che sarebbe diventato uno dei ritrattisti più richiesti d'Italia. Passò poi all'accademia di Brera, a Milano, e studiò con Cesare Tallone, ritrattista noto per cogliere in fretta una somiglianza. Intorno al 1908 aveva già vinto il premio Mylius dell'accademia ed era entrato in pieno nella vita elegante milanese.
Era la Belle Époque, gli anni fiduciosi prima della Prima guerra mondiale, e Amisani divenne uno dei suoi pennelli prediletti, elegante, fresco di colore, abile nel lusingare con onestà chi posava. Ritrasse la stella del teatro Lyda Borelli e una schiera di clienti facoltosi, poi portò la sua fama all'estero, trascorrendo anni in Argentina e in Brasile.
Nel 1924 fu invitato in Egitto a decorare il palazzo reale di Ras al-Tin per re Fuad, e lì ritrasse il bambino che sarebbe diventato re Faruk. Morì nel 1941 a Portofino, il piccolo porto della costa ligure che i pittori avevano da tempo fatto proprio.