
Il Pordenone
1484–1539 · Repubblica di Venezia · Manierismo
La storia
Per qualche anno, negli anni Trenta del Cinquecento, un pittore mise in agitazione perfino Tiziano a Venezia. Era Giovanni Antonio de' Sacchis, detto dal nome del paese natale Il Pordenone, un centro del Friuli a circa 70 chilometri dalla città. Venuto dalla provincia, costruì la sua carriera sulla rapidità, sulla forza e sull'urto, con figure che sembrano scagliarsi dal muro verso di te, dipinte con una ruvidezza voluta, fatta per sorprendere. Cosa insolita per un veneziano, lavorò tanto ad affresco quanto a olio, coprendo pareti di chiese e facciate di palazzi.
Nel suo ultimo decennio fu il rivale più serio di Tiziano per le grandi commissioni pubbliche, e la competizione fu tanto aspra che, dopo la sua morte improvvisa nel 1539, si sussurrò di veleno. Non se ne provò mai nulla.
Gran parte di ciò che gli diede fama è perduto. La sua opera nel Palazzo Ducale bruciò negli incendi degli anni Settanta del Cinquecento, e le facciate dipinte lungo i canali si sono cancellate col tempo. Ciò che resta è soprattutto nelle chiese dell'Italia settentrionale, dove le sue scene affollate, violente e scorciate preannunciano il Tintoretto, il più giovane veneziano che ne raccolse questo genere di lavoro.
