
Jean-Baptiste Oudry
1686–1755 · Francia · Rococò
La storia
Luigi XV di Francia amava la caccia più di quasi ogni altra cosa, e negli anni Venti e Trenta del Settecento trovò il pittore capace di portare quel mondo su una parete. Jean-Baptiste Oudry aveva esordito come ritrattista, ma un dipinto del re che insegue un cervo nella foresta di Saint-Germain, terminato intorno al 1730, gli diede fama e gli valse la carica di pittore ufficiale delle cacce reali.
A distinguerlo era la pazienza con gli animali. Ritraeva a uno a uno i cani prediletti del re, come individui, e studiava la selvaggina morta, una lepre o un fagiano, con l'occhio di un naturalista attento al peso del pelo e della piuma. Teneva persino davanti a sé creature esotiche del serraglio reale mentre lavorava.
Nel 1734 assunse la direzione della manifattura di arazzi di Beauvais e più tardi guidò la più prestigiosa manifattura dei Gobelins a Parigi, trasformando i propri dipinti in serie tessute. I suoi disegni per le favole di La Fontaine, il poeta del Seicento le cui storie di animali ogni bambino francese conosceva, furono ritessuti per decenni. A Oudry importava anche come i quadri venissero incorniciati e illuminati, e ne parlò in conferenze all'Accademia reale. Morì a Beauvais nel 1755, mentre ancora forniva ai telai le cacce e gli animali di cui il secolo non riusciva a saziarsi.

