Jeanne-Élisabeth Chaudet
1767–1832 · Francia · Neoclassicismo, Arte accademica
La storia
Jeanne-Élisabeth Chaudet si fece un nome al Salon di Parigi dipingendo ciò che i grandi pittori di storia del suo tempo disdegnavano: bambini piccoli colti in momenti ordinari, quasi sempre con un animale accanto. Una bambina che prova a insegnare a leggere al suo cane, un bimbo addormentato sotto la guardia di un grosso cane, una ragazzina che getta il becchime alle galline. Queste scene tenere e osservate con cura trovarono un vasto pubblico fin dal Salon del 1799.
Si era formata prima con Élisabeth Vigée Le Brun, la celebre ritrattista della regina Maria Antonietta, e poi con lo scultore Antoine-Denis Chaudet, che infine sposò. I suoi soggetti richiamano le scene sentimentali del più anziano pittore Greuze, benché disponesse le figure in quell'inquadratura più netta e ferma che il gusto neoclassico intorno a lei prediligeva.
Rimasta vedova nel 1810, sposò un funzionario due anni dopo e continuò a esporre al Salon fino a inoltrati gli anni Dieci dell'Ottocento.
