Louis-Michel van Loo

Louis-Michel van Loo

1707–1771 · Francia · Classicismo


La storia

Quando il filosofo Denis Diderot posò per Louis-Michel van Loo nel 1767, non gradì molto il risultato. Diderot, che quell'anno recensì il Salon di Parigi, scrisse che il quadro era grazioso ma non gli somigliava: troppo azzimato, troppo civettuolo, uno sconosciuto lusinghiero che i suoi stessi nipoti non avrebbero riconosciuto. Il ritratto è oggi al Louvre, ed è probabilmente il motivo per cui quasi tutti ricordano ancora il nome di van Loo.

Veniva da una dinastia di pittori. Formato dal padre Jean-Baptiste, trascorse una diciassettina d'anni come pittore di corte di Filippo V di Spagna a Madrid, dove contribuì a fondare l'accademia reale, prima di tornare a Parigi per ritrarre Luigi XV e dirigere la scuola dell'accademia francese per i giovani artisti promettenti.

Van Loo dedicò la carriera a re e cortigiani nella levigata maniera rococò della corte francese, il che rende il Diderot, uno scrittore al suo scrittoio ingombro con la penna in mano, un'opera insolita tra quelle che ci restano di lui.

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Opere

3 opere