
Maerten de Vos
1532–1603 · Paesi Bassi del Sud · Manierismo, Rinascimento
La storia
Nel 1566 un'ondata di iconoclastia protestante attraversò i Paesi Bassi, e la folla spogliò le chiese di Anversa dei loro altari e delle statue. Maerten de Vos avrebbe passato gli ultimi decenni della sua vita a riempire di nuovo quelle pareti spoglie.
Vi si era preparato bene. Dopo le prime lezioni dal padre e poi dal maestro anversese Frans Floris, verso il 1552 valicò le Alpi e lavorò a Venezia nella bottega del Tintoretto, il grande pittore di scene religiose affollate e drammatiche, visitando anche Roma e Firenze. Riportò nella pittura fiamminga il colore e il movimento italiani, e quando Floris morì nel 1570 de Vos divenne uno dei principali artisti della città.
Il suo momento arrivò negli anni 1590, ristabilito il culto cattolico e con le corporazioni di Anversa che volevano riarredare le proprie cappelle. De Vos consegnò loro una pala d'altare dopo l'altra, primo pittore religioso della città negli anni immediatamente precedenti a quando un ragazzo del posto, Peter Paul Rubens, crebbe fino ad assumere quel ruolo. Fu anche un instancabile disegnatore per le stamperie di Anversa, e quelle incisioni arrivarono fino alle colonie spagnole delle Americhe, dove i pittori locali copiavano le sue composizioni.
