Maniera di Alessandro Allori

Ducato di Firenze · Manierismo


La storia

I Medici volevano i loro antenati alle pareti, compresi quelli che nessuno aveva mai ritratto dal vero. Contessina de' Medici, figlia di Lorenzo il Magnifico, morì nel 1515 e non si conosce alcuna sua effigie eseguita in vita. I ritratti che ne restano furono inventati decenni dopo da pittori fiorentini che lavoravano alla maniera della corte granducale, e una piccola tavola di Palazzo Pitti porta questa dicitura.

Maniera di è la più debole delle formule con cui il catalogo italiano indica l'autore. Bottega di colloca l'opera nelle stanze stesse del maestro. Scuola di indica un pittore formatosi nel suo seguito. Maniera di non afferma nulla su una bottega. Dice che il dipinto parla la sua lingua stilistica, che la mano non è identificata e che chi tenne il pennello può non averlo mai incontrato e aver lavorato una generazione più tardi.

Quella lingua qui è di Alessandro Allori. Il padre gli morì che era bambino e il Bronzino, ritrattista della corte fiorentina, lo crebbe e lo formò. Allori riprese quella maniera fredda e smaltata e tenne fino alla morte, nel 1607, la bottega più carica di lavoro della città. Nel 1584 il granduca Francesco de' Medici ordinò la serie aulica, un corridoio di ritratti di famiglia che risaliva a generazioni che nessun pittore vivente aveva visto, e Allori fu una di quelle mani. Questa Contessina appartiene a un gruppo di versioni affini, tra cui una a tre quarti a Mantova con un cagnolino. Sul retro della tavola c'è ancora il vecchio numero d'inventario 556, tracciato a minio.

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Opere

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