
Marcantonio Franceschini
1648–1729 · Stato Pontificio · Barocco
La storia
Dai primi anni Novanta del Seicento il principe Giovanni Adamo Andrea del Liechtenstein, grande collezionista a Vienna, continuò a ordinare quadri a una bottega di Bologna. Marcantonio Franceschini gli mandò 26 tele sugli amori di Diana e di Venere per il palazzo di giardino dei Liechtenstein, e comprava per lui anche opere di altri artisti.
Franceschini si era formato con Carlo Cignani, il principale pittore bolognese del suo tempo, e aveva lavorato al suo fianco agli affreschi del Palazzo del Giardino a Parma, residenza dei duchi. Per molti anni il suo socio fu il cognato Luigi Quaini, cugino di Cignani, che spesso dipingeva il paesaggio e l'architettura nei suoi quadri. Quaini collaborò anche a un vastissimo ciclo di storia e mitologia per il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, dipinto dal 1701 al 1704 e distrutto da un incendio nel 1777.
Nel 1711 papa Clemente XI chiamò Franceschini a Roma per disegnare i cartoni dei mosaici della Cappella del Coro in San Pietro, lavoro per il quale in seguito lo fece cavaliere. A Bologna fu tra i fondatori dell'Accademia Clementina, l'accademia d'arte della città, e nel 1721 ne divenne direttore.
