
Marco d'Oggiono
1470–1524 · Ducato di Milano · Rinascimento
La storia
Il 7 settembre 1490 Leonardo da Vinci annotò in un promemoria che il suo giovane servitore Salai aveva rubato a Marco, che stava con lui, uno stilo d'argento del valore di 22 soldi. Quella lamentela è la prova più antica che Marco d'Oggiono, allora sulla ventina, lavorava nella bottega milanese di Leonardo.
Nel giro di un anno ebbe una commissione sua. Il 14 giugno 1491 i fratelli del defunto Leonardo Griffi, arcivescovo di Benevento, allogarono a due giovani pittori una pala per la cappella di famiglia nella chiesa milanese di San Giovanni sul Muro. Erano Marco e Giovanni Antonio Boltraffio, un altro dei pittori milanesi attorno a Leonardo, ed entrambi al momento della firma erano ancora sotto la patria potestà. La tavola oggi è a Berlino.
Leonardo lasciò Milano nel 1499 e vi lasciò composizioni di cui i committenti volevano copie. Marco gliele fornì per il resto della vita, ripetendo più di una volta il Cenacolo a grandezza naturale, e una di quelle versioni sta nella cappella del castello di Écouen, a nord di Parigi. Da quel commercio ricavò un buon tenore di vita. Nel 1511 la corporazione dei pittori milanesi lo elesse tra i suoi procuratori, e l'anno dopo ereditò i beni del padre, un orefice arrivato in città dal borgo di Oggiono. Nel 1524 la peste arrivò a Milano. Marco ne morì poco prima di giugno, e il figlio Cinzio morì nella stessa ondata.
