
I tre arcangeli
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La storia
A stabilire che cosa si dovesse vedere in questa pala non fu il pittore e non fu un committente dei soliti. Fu una monaca. Arcangela Panigarola era priora del monastero agostiniano di Santa Marta, a Milano, e dal 1514 le sue visioni, messe per iscritto da chi le stava intorno, riguardavano la riforma della Chiesa e la venuta di un papa angelico, idee che veniva prendendo da uno scritto profetico chiamato Apocalypsis nova. In quelle visioni tornano arcangeli armati. La pala fu dipinta per la cappella di San Michele del suo monastero e mette Michele al centro, con la spada alzata sopra Satana che precipita a capofitto nella voragine, Gabriele e Raffaele ai lati.
Siamo intorno al 1516 e Milano era in mano francese. L'ambiente di Santa Marta aveva legami stretti con ecclesiastici francesi, fra cui i fratelli Guillaume e Denis Briçonnet, che con la Panigarola erano in corrispondenza da anni. Marco d'Oggiono ha inciso il proprio nome nella roccia, sul bordo della spaccatura in cui sprofonda Lucifero. Soppresso il monastero sotto Napoleone, la tavola entrò a Brera nel 1806.