Massimo d'Azeglio

Massimo d'Azeglio

1798–1866 · Regno di Sardegna · Romanticismo


La storia

Massimo d'Azeglio è nei manuali di storia per ragioni che non hanno a che fare con la pittura. Fu presidente del Consiglio del Regno di Sardegna dal 1849 al 1852, la carica in cui gli subentrò il suo rivale Cavour. Scrisse l'Ettore Fieramosca, romanzo storico del 1833 che i lettori presero per un argomento patriottico. Sposò Giulia, figlia di Alessandro Manzoni, lo scrittore italiano allora più celebre. La frase che gli si attribuisce di solito, che fatta l'Italia restava da fare gli italiani, viene dai ricordi pubblicati incompiuti dopo la sua morte, nel 1866.

La pittura venne prima. Nato a Torino nel 1798 in una famiglia aristocratica e conservatrice che si oppose alla scelta, andò a Roma nel 1820 e vi si mantenne per circa otto anni con quello che rendevano i suoi paesaggi. La morte del padre, nel 1830, lo portò a Milano, in casa Manzoni e poi in politica.

Ha continuato a dipingere attraverso tutto questo. Il piccolo quadro della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti, arabi a cavallo in una scaramuccia, firmato AZEGLIO in basso a sinistra, è datato dal museo intorno al 1850, il che lo collocherebbe in piena presidenza del Consiglio. Altri cataloghi lo anticipano di un decennio. La sua Morte di Zerbino, episodio dell'Orlando furioso dell'Ariosto con figurine minuscole in un bosco profondo, si trova all'Accademia di Brera a Milano.

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Opere

1 opera