Maestro dell'Apollo di Veio

Etruria


La storia

Nessuno conosce il nome dello scultore che modellò l'Apollo di Veio, una terracotta a grandezza naturale, e per questo gli studiosi lo chiamano con il nome di quella statua. Lavorò alla fine del VI secolo a.C. a Veio, ricca città etrusca a circa 16 chilometri da Roma, e realizzò le figure d'argilla che si ergevano sul colmo del tetto del tempio di Portonaccio, un santuario appena fuori dalla città.

Lo scrittore romano Plinio il Vecchio ricorda per nome uno scultore veiente più antico, Vulca, che il re Tarquinio Prisco chiamò a Roma per eseguire la statua di Giove in terracotta del grande tempio sul Campidoglio. Il Museo di Villa Giulia colloca il Maestro dell'Apollo nell'ultima generazione della bottega di Vulca. Suggerisce anche, con un prudente forse, che fosse lui l'artigiano veiente a cui l'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, chiese la quadriga in terracotta per il tetto di quello stesso tempio. Alcuni studiosi si sono spinti oltre e hanno proposto lo stesso Vulca come autore dell'Apollo, un'ipotesi che resta aperta.

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Opere

3 opere