
Matthijs Maris
1839–1917 · Regno dei Paesi Bassi · Scuola dell'Aia
La storia
Nell'Olanda dell'Ottocento c'erano tre fratelli pittori di cognome Maris, e ciascuno prese una strada diversa. Jacob dipingeva vedute di città, Willem prati assolati con le mucche, e Matthijs, quello di mezzo, dipingeva cose che non erano mai del tutto lì.
Cominciò dentro la Scuola dell'Aia, il gruppo di pittori olandesi noto per i cieli grigi e il realismo sobrio, poi se ne allontanò. L'immaginazione contava per lui più del mondo visibile, e le sue tele si riempirono di contorni vaghi, spose e bambini ed edifici appena intravisti, tutto disciolto in una luce grigia e morbida che somiglia più al ricordo che all'osservazione. Ai compratori parevano strane.
Matthijs lasciò i Paesi Bassi e non vi tornò mai. Si stabilì infine a Londra, vivendo in modo ritirato ed eccentrico, tenuto a galla dal suo mercante Van Wisselingh, che gli comprava le opere e si prendeva cura di lui. Vi morì nel 1917, lo stesso anno del fratello Jacob, ancora intento alle figure pallide e mezze sognate che dipingeva da decenni.
