
Meijer de Haan
1852–1895 · Regno dei Paesi Bassi · Scuola di Pont-Aven, Cloisonnismo
La storia
Nell'inverno del 1889, in una locanda in riva al mare a Le Pouldu, sulla costa della Bretagna, due pittori condividevano una sala da pranzo che avevano ricoperto da cima a fondo con i propri dipinti murali. Uno era Paul Gauguin. L'altro era Meijer de Haan, un olandese di una agiata famiglia ebrea di fornai di Amsterdam, ed erano i soldi di De Haan a pagare il cibo, l'alloggio e i colori.
De Haan era arrivato in Francia nel 1888 già ferito. Per 10 anni aveva faticato su una grande tela dedicata al filosofo ebreo Uriel Acosta, certo che sarebbe stata il suo capolavoro. La fredda accoglienza ad Amsterdam lo spinse all'estero. A Parigi alloggiò da Theo van Gogh, nella stanza che Vincent aveva appena lasciato, poi seguì Gauguin in Bretagna, allievo e mecenate insieme. Con Gauguin le sue nature morte e i suoi paesaggi si sciolsero in un colore piatto e saturo, vicino a Cézanne.
Alla locanda si innamorò anche di Marie Henry, la giovane che la gestiva. Lei diede alla luce la loro figlia nel 1891, ma la famiglia di De Haan gli tagliò la rendita ed egli tornò ad Amsterdam, dove morì nel 1895 a 43 anni. Lasciò a Marie Henry tutti i quadri dipinti in Francia. Gauguin continuò a ritrarlo per anni, a volte come un folletto dai capelli rossi con una volpe accanto.
