Michele di Matteo Lambertini

1469 · Italia · Gotico internazionale


La storia

Questa grande pala dorata è quasi l'unico motivo per cui Michele di Matteo ha un nome oggi. Era un pittore bolognese che lavorava nello stile tardogotico nella prima metà del Quattrocento, e gran parte della sua vita è una lacuna, ma lungo la base di questo polittico lo firmò in latino, Michele di Matteo da Bologna lo fece.

Fu eseguito per una cappella della chiesa veneziana di Sant'Elena, edificata per custodire le reliquie di sant'Elena, la madre dell'imperatore Costantino, che secondo la leggenda ritrovò la Vera Croce a Gerusalemme. Al centro la Vergine adora il Bambino tra angeli, affiancata da sante, con una Crocifissione in alto. Lungo la base, in una fascia di piccole scene, si svolge la storia di Elena, la ricerca della croce e il suo ritrovamento.

Tutto è costruito all'antica, ogni santo chiuso nel proprio scomparto dorato invece di condividere un unico spazio, proprio mentre altri pittori italiani stavano sciogliendo quelle cornici in un'unica stanza. Giunse all'Accademia quando la cappella di Sant'Elena fu smantellata.

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Opere

1 opera