
Michele Giambono
Repubblica di Venezia · Gotico internazionale, Pittura veneziana
La storia
Quando Jacobello del Fiore, il primo pittore di Venezia, morì nel 1439, la direzione della bottega di mosaico della basilica di San Marco passò a Michele Giambono. Era una strana eredità. Il mosaico veneziano apparteneva ancora al vecchio mondo bizantino, di fondi dorati e figure piatte e senza peso, fatte per brillare al lume delle candele, una tradizione già secolare.
Nella Cappella dei Mascoli, Giambono dispose scene della vita della Vergine davanti a file di edifici gotici e cercò di dare alle figure uno spazio reale in cui stare, strappando profondità a una tecnica nata per negarla. Lavorava in parte su disegni giunti da Firenze, dove i pittori erano già immersi nella prospettiva, e si sente l'incontro di due epoche in quella volta.
Su tavola restò più vicino a casa, nell'ornato gotico internazionale che Venezia amava, tutto oro cesellato, broccati a motivi e santi slanciati e cortesi. L'Incoronazione della Vergine qui esposta, del 1448 circa, è una di quelle pale. Veniva da un'intera famiglia di artisti veneziani ed era il più dotato di loro, e continuò a dipingere in quella maniera dorata quasi fino alla morte, intorno al 1462, mentre i più giovani in città cominciavano a volgersi alla luce più sobria del Rinascimento.


