
Neroccio di Bartolomeo de' Landi
1447–1500 · Repubblica di Siena · Scuola senese
La storia
Quando Neroccio di Bartolomeo de' Landi era in attività, nella seconda metà del Quattrocento, Firenze si era votata del tutto al nuovo Rinascimento, con la sua prospettiva rigorosa e le figure muscolose. Ottanta chilometri più a sud, Siena continuava a dipingere quasi come da oltre un secolo: fondi d'oro, santi affusolati e una dolcezza ereditata da maestri come Simone Martini, generazioni prima.
Neroccio apparteneva a quella Siena antica e ne divenne il più fine pittore di Madonne, dando loro un volto pallido ed etereo e una malinconia sommessa che ancora oggi si riconosce subito come senese. Per diversi anni condivise una bottega con Francesco di Giorgio Martini, il pittore e ingegnere che avrebbe progettato fortezze in tutta Italia, e insieme forgiarono un nuovo ideale biondo di bellezza femminile prima di separarsi intorno al 1475.
Lavorò la pietra non meno del colore. Tra le sue sculture c'è la tomba marmorea di un vescovo nel Duomo di Siena, intagliata con la stessa delicatezza che dava alle sue Vergini dipinte. Morì a Siena nel 1500, ancora al lavoro nella maniera a fondo oro che Firenze aveva abbandonato due generazioni prima.

