Pacino di Buonaguida
1280–1340 · Italia · Gotico fiorentino, Gotico
La storia
Nella Firenze del primo Trecento Giotto stava cambiando ciò che la pittura poteva fare, dando alle figure peso e spazio, come se ci si potesse girare intorno. Pacino di Buonaguida lavorava nella stessa città negli stessi anni, ed è il primo miniatore fiorentino di cui conosciamo davvero il nome.
Prese quel nuovo senso giottesco dei corpi solidi e lo portò in immagini piccole e luminose come gemme, tavole e le pagine dipinte dei libri corali, conservando il gusto del narratore per l'episodio e per l'oro. Gli studiosi raccolgono oggi più di 50 opere intorno alla sua mano, ma una sola, un polittico dell'Accademia, reca la sua firma.
La sua opera superstite più ambiziosa è anch'essa all'Accademia di Firenze: un grande Albero della Vita, dipinto intorno al 1310. Pone il Cristo crocifisso al centro di un albero vero, i cui rami portano decine di piccole scene delle Scritture, un'immagine costruita direttamente su un testo devozionale del francescano Bonaventura da Bagnoregio. Lo si legge come uno schema, salendo ramo dopo ramo.



