Pieter van Mol

Pieter van Mol

1599–1650 · Paesi Bassi asburgici · Barocco, Pittura di storia


La storia

Per quasi tutta la sua vita fiorentina il San Francesco della Galleria Palatina di Palazzo Pitti è stato un Rubens. Entrò nella collezione medicea alla fine del Seicento, tra i quadri del Gran Principe Ferdinando, erede di Toscana, e gli studiosi che catalogavano Rubens gli lasciarono quel nome. Uno di loro arrivò a datarlo agli anni italiani del maestro. Il conoscitore Ludwig Burchard respinse l'attribuzione, e Hans Vlieghe, che stava catalogando i santi di Rubens, confermò quel rifiuto nel 1972. Una pulitura fece poi emergere in basso a sinistra una firma in maiuscole: P. VMOL.

È Pieter van Mol, nato ad Anversa nel 1599, per 11 anni apprendista presso un pittore locale quasi sconosciuto, Zeger van den Graeve, prima che la gilda di San Luca lo facesse maestro nel 1623. In quegli anni Rubens dominava la pittura di Anversa, e van Mol lavorò dentro quella maniera, con lo stesso colore profondo e gli stessi corpi pesanti.

Intorno al 1631 si trasferì a Parigi e lì andò più lontano della maggior parte dei fiamminghi. Nel 1637 Luigi XIII lo nominò peintre ordinaire du roi, e cinque anni dopo la regina Anna d'Austria gli diede lo stesso titolo nella propria casa. Quando nel 1648 la corona francese fondò l'Académie royale de peinture et de sculpture, van Mol fu uno dei 12 membri fondatori, e morì a Parigi due anni più tardi. La confusione sulla sua mano corre in entrambe le direzioni. Dipinti di Artus Wolffort, pittore anversese più anziano e di maniera vicina alla sua, sono stati talvolta assegnati a van Mol.

Chiedi qualsiasi cosa su quello che hai letto. Scarica l'app.

Opere

1 opera