
San Francesco in estasi
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La storia
Sulla cornice c'è un cartellino con il nome del pittore, Pieter van Mol, e sotto il disco con il numero d'inventario, 93. Quel cartellino è recente rispetto alla storia del quadro.
Il San Francesco arriva ai Medici alla fine del Seicento, fra i dipinti del Gran Principe Ferdinando, erede del granducato, e ci arriva come opera di Rubens. Gli inventari lo tramandano così, e gli studiosi di Rubens lo accolgono, chi collocandolo negli anni italiani del maestro, chi verso il 1615. Nel Novecento la connoisseurship glielo toglie, e all'inizio degli anni Settanta il catalogo dei santi di Rubens non lo comprende più.
La conferma è venuta dalla tela. Durante una pulitura per una mostra è riemersa in basso a sinistra una firma in lettere capitali, P VMOL, di un anversese cresciuto dentro la maniera di Rubens e poi trasferitosi a Parigi. Una data il museo non la dà: la scheda si ferma al Seicento e argomenta solo che il quadro è posteriore ai dipinti eseguiti da van Mol per i carmelitani di Vaugirard.