Pietro Antonio Magatti
1691–1767 · Ducato di Milano · Tardo barocco, Rococò
La storia
Nel 1731 Giuseppe Casati, appena fatto conte e appena entrato nel patriziato milanese, stava rimettendo a nuovo il suo palazzo in città all'altezza del titolo, e ingaggiò una squadra di pittori per le sale. Uno era Giambattista Tiepolo, poco più che trentenne e già il decoratore più richiesto d'Italia. Un altro era Magatti, sceso da Varese, che dipinse per una delle volte un medaglione con Marte, Venere e Vulcano. Quel medaglione fu poi distrutto e sopravvive in fotografia.
Era il quinto figlio di uno speziale varesino e aveva fatto il musicista di chiesa prima di decidersi per la pittura. Tra il 1713 e il 1715 stette a Bologna nello studio di Giovan Gioseffo Dal Sole, e quel che si portò a casa fu la sobria maniera emiliana del secolo prima, che negli anni schiarì verso il rococò del veneziano Sebastiano Ricci.
Nel gennaio del 1731 papa Clemente XII lo fece cavaliere dello Speron d'Oro e conte palatino. Dagli anni Quaranta la vista gli diede fastidio e dipinse di meno. Morì a Varese nel 1767, a 76 anni, e fu sepolto nella basilica di San Vittore.
