
Richard Dadd
1817–1886 · Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda · pittura di fate
La storia
Richard Dadd dipinse il suo quadro più strano e più celebre, «Il colpo da maestro del taglialegna delle fate», rinchiuso in un manicomio criminale per aver ucciso il proprio padre. Vi lavorò dal 1855 fino al 1864 circa e lo lasciò comunque incompiuto, una tavoletta fitta grande appena come un foglio di carta, gremita di fate immobili attorno a un taglialegna in procinto di spaccare una nocciola.
Dadd era stato un giovane pittore inglese in ascesa negli anni Quaranta dell'Ottocento. Durante un lungo viaggio tra Grecia, Egitto e Terra Santa la mente gli cedette, e tornò convinto di essere agli ordini del dio egizio Osiride e di dover distruggere le persone che credeva possedute. Nel 1843 uccise il padre a coltellate. Fu dichiarato pazzo invece che processato, uno dei primi casi trattati secondo le nuove regole M'Naghten sull'infermità mentale, e venne rinchiuso nell'ospedale di Bethlem, a Londra, il luogo che la vecchia Londra chiamava Bedlam.
Trascorse il resto della vita in reclusione, oltre 40 anni, prima a Bethlem e poi nel manicomio di Broadmoor appena costruito, autorizzato per tutto quel tempo a continuare a dipingere. Il Taglialegna delle fate fu eseguito per George Henry Haydon, un economo di Bethlem, e Dadd scrisse in seguito un lungo poema nel tentativo di dare un nome a ciascuna minuscola figura che vi aveva stipato.
