Rik Wouters

Rik Wouters

1882–1916 · Belgio · Fauvismo brabantino


La storia

Quasi tutto ciò che Rik Wouters ha fatto riconduce a una sola persona: Nel, sua moglie, che dipinse e modellò innumerevoli volte, mentre legge, cuce, sonnecchia su una sedia, stira in una stanza luminosa. Si era formato dapprima come intagliatore ornamentale nella bottega del padre a Malines, a nord di Bruxelles, e portò quel senso del peso e del movimento proprio dell'intagliatore in dipinti sciolti e soleggiati che appartengono al breve momento fauve del Belgio, tutto colore caldo e luce rapida.

Nel 1912 realizzò la scultura che porta il suo nome, un bronzo che chiamò La vergine folle. Vi si vede Nel rovesciata all'indietro in piena danza, le braccia spalancate, colta proprio all'apice di un movimento. La posa veniva da una sera del 1907 in cui la coppia aveva visto Isadora Duncan, la ballerina americana che si esibiva scalza in tuniche ampie, su un palco di Bruxelles, e cinque anni dopo Wouters fissò quello slancio nel metallo.

Non gli restava quasi tempo. Nel 1914 la guerra raggiunse il Belgio, Wouters fu chiamato alle armi e, dopo la caduta di Anversa, passò nei Paesi Bassi neutrali dove fu internato. Più o meno negli stessi mesi un cancro si radicò nella sua mascella e nel suo occhio. Perse l'occhio, continuò a lavorare e morì ad Amsterdam nel 1916, a soli 33 anni. Lasciò circa 200 tra dipinti, disegni e sculture, quasi tutti la cronaca di una casa comune e felice tenuta in piedi durante i primi anni della guerra.

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Opere

1 opera