
Santi di Tito
1536–1603 · Ducato di Firenze, Granducato di Toscana · Contromanierismo, Protobarocco, Manierismo
La storia
Verso gli anni Settanta del Cinquecento la pittura fiorentina era diventata affollata e artificiosa, tutta corpi allungati e freddo colore di smalto, nella maniera portata al culmine dal Bronzino. Santi di Tito, che si era formato proprio con il Bronzino, prese la direzione opposta. Tornò a disegnare dal vero e costruì le sue pale attorno a uno spazio chiaro, a una luce ferma e a figure che stanno e si muovono come persone reali.
Il cambiamento si vede nella sua Resurrezione, del 1574 circa, per la chiesa di Santa Croce a Firenze, una scena ampia che si legge ancora a colpo d'occhio. Poco dopo dipinse una Cena in Emmaus per la stessa chiesa.
Santi appartenne alla generazione fondatrice dell'Accademia del Disegno, l'accademia fiorentina del disegno istituita nel 1563, e formò una vasta bottega di allievi che portarono la sua maniera più sobria nel secolo successivo. Lavorò a Firenze quasi tutta la vita e vi morì nel 1603.


