Sassetta

Sassetta

1450 · Repubblica di Siena · Scuola senese


La storia

Nel 1437 i frati francescani di Borgo San Sepolcro, un piccolo centro vicino ad Arezzo in Toscana, firmarono un contratto con un pittore senese di nome Stefano di Giovanni, l'uomo che oggi chiamiamo Sassetta. Doveva costruire e dipingere un enorme polittico a doppia faccia per il loro altare maggiore, usare i pigmenti migliori e seguire i soggetti scelti dai frati, il tutto in quattro anni. Il compenso era di 510 fiorini, una somma enorme per l'epoca.

Sassetta fece una scelta rivelatrice. Invece di trasferirsi a Borgo San Sepolcro, rimase nella propria città e dipinse le tavole a Siena, poi fece trasportare le sezioni finite oltre le colline per montarle sul posto. L'opera arrivò a quasi 60 tavole e fu consegnata solo nel 1444.

Era il pittore più importante della Siena del Quattrocento, una città la cui arte si appoggiava ancora ai fondi d'oro e alla linea sciolta di un'età più antica. Sassetta conservò quella bellezza e lasciò entrare la più recente maniera del gotico internazionale, insieme alle idee che venivano da Firenze, fondendole in qualcosa di sommessamente mistico e tutto suo.

Il grande polittico fu poi smembrato e disperso. Diverse delle sue scene della vita di san Francesco, tra cui il momento in cui si spoglia delle vesti per rinunciare al padre, si trovano oggi alla National Gallery di Londra.

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Opere

8 opere