Stephanos Tzangarolas
Repubblica di Venezia · Scuola cretese, Scuola ionica
La storia
Quando Candia, la capitale veneziana di Creta, cadde in mano all'esercito ottomano nel 1669, dopo un assedio di 21 anni, le botteghe di pittura dell'isola perdettero la loro base, e molto di quella tradizione proseguì nelle isole Ionie, che Venezia teneva ancora. Stephanos Tzangarolas appartiene a questo seguito. La sua famiglia era di nobili cretesi stabilitisi a Corfù, e l'opera più antica documentata per lui si trova là, nella chiesa della Santissima Trinità, e risale al 1680.
Era uomo di chiesa oltre che pittore, diacono nel 1688 e ordinato sacerdote nel 1700, e firmava le sue icone, ed è per questo che gli storici riescono a seguirne la mano. Ciò su cui sta quella firma è spesso una composizione occidentale: l'Adorazione dei pastori oggi ad Atene riprende quattro dei suoi profeti da un'incisione dell'incisore neerlandese Cornelis Cort, da un affresco del pittore italiano Federico Zuccari a Roma, e li lavora in grigi che imitano l'aspetto di una stampa.
Nessuno sa in che anno sia nato né in che anno sia morto. Le date che si leggono a volte, dal 1660 al 1710, sono convenzioni della letteratura. Il suo allievo Andreas Karantinos continuò a dipingere a Corfù dopo di lui. L'unico punto fermo finale per Tzangarolas stesso è una Presentazione della Vergine datata 1710, l'ultimo quadro che ha firmato.
