
Vincenzo Catena
1531 · Repubblica di Venezia · Rinascimento, Scuola veneziana
La storia
La prima traccia sicura di Vincenzo Catena sopravvive sul retro del dipinto di un altro. Sul rovescio del piccolo ritratto di Giorgione detto Laura, datato 1506 e oggi a Vienna, un'annotazione registra che l'opera fu fatta da Giorgione, collega di maestro Vincenzo Catena. Quell'unica frase lega un veneziano per il resto sfuggente al pittore più inafferrabile della sua generazione.
Catena era benestante e frequentava gli umanisti di Venezia, tra cui il poeta e futuro cardinale Pietro Bembo, ed è probabilmente così che entrò in rapporto con Giorgione. Le sue opere giovanili, Madonne quiete e ritratti compassati, guardano al vecchio maestro Giovanni Bellini più che alla maniera morbida e sognante di Giorgione. Solo negli anni dopo la morte precoce di Giorgione, nel 1510, quella luce più tenue cominciò a filtrare nel lavoro di Catena.
Continuò a dipingere in sordina a Venezia fino alla morte nel 1531, lasciando un testamento che ricordava amici e colleghi. Il suo San Girolamo nello studio, oggi a Londra, mostra gli interni ordinati che gli riuscivano meglio, un dotto al suo tavolo mentre un leone sonnecchia sul pavimento a mattonelle.
