Vasilij Kandinskij

Vasilij Kandinskij

1866–1944 · Impero russo · Espressionismo


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La storia

Vasilij Kandinskij arrivò alla pittura tardi e per scelta. Nato a Mosca nel 1866, si formò come giurista, tanto da vedersi offrire una cattedra universitaria di diritto romano, e poi, a 30 anni, rifiutò tutto per trasferirsi a Monaco e imparare a dipingere. In seguito indicò due scosse che lo spinsero: un covone di grano di Monet che riusciva a malapena a riconoscere come tale, e un'opera di Wagner che, mentre ascoltava, gli riempì la mente di colori.

Quest'ultimo dettaglio non era una figura retorica. Kandinskij sembra avere davvero percepito il suono come colore e il colore come suono, e arrivò a credere che un quadro potesse agire su chi lo guarda come fa la musica, senza bisogno di mostrare alcun oggetto riconoscibile. Intorno al 1910 iniziò a realizzare alcune delle prime immagini puramente astratte dell'arte europea, tele di macchie e linee fluttuanti con titoli presi in prestito dal linguaggio musicale, come Composizione e Improvvisazione.

Nel 1911, insieme al pittore Franz Marc, fondò a Monaco un gruppo chiamato il Cavaliere Azzurro, tenuto insieme in modo informale dall'idea che l'arte dovesse tendere allo spirituale. La Prima guerra mondiale lo disperse e riportò Kandinskij in Russia. Tornò in Germania negli anni Venti per insegnare al Bauhaus, la celebre scuola di design, dove le sue forme si fecero più rigide e geometriche, piene di cerchi e angoli netti. Quando i nazisti chiusero il Bauhaus e bollarono la sua opera come arte degenerata, partì per Parigi. Morì poco fuori città, a Neuilly, nel 1944.

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Opere

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