
Abramo sacrifica il figlio Isacco
Dettagli
La storia
Nella Genesi Dio ordina ad Abramo di portare l'unico figlio, Isacco, su un monte e di offrirlo in olocausto. Abramo obbedisce. Carica la legna sulle spalle del ragazzo, porta lui stesso il fuoco e il coltello, lega Isacco sull'altare, e solo all'ultimo istante un angelo gli ferma la mano, e al posto del figlio viene immolato un ariete impigliato in un cespuglio. Pittoni dipinse la storia a Venezia nella prima metà degli anni Cinquanta del Settecento e la costruì tutta intorno ad Abramo, una figura possente che occupa il centro della tela. Attorno a lui c'è ogni elemento del racconto, la catasta di legna, un recipiente con il fuoco, le vesti che Isacco si è tolto e ha lasciato a terra, l'ariete. Il museo riconosce nei colori chiari e luminosi e nei panneggi mossi ciò che Pittoni aveva in comune con due veneziani del suo tempo, Sebastiano Ricci e Giambattista Tiepolo. Fino al 1967 il dipinto restò in una collezione privata veneziana, poi i mercanti londinesi Agnew's lo vendettero al Museum of Fine Arts.




