
Sailko · CC-BY-SA-4.0
Adorazione dei pastori
Dettagli
La storia
Il museo acquistò questa tela nel 1957, un anno prima che l'architetto Carlo Scarpa cominciasse a ripensarne le sale, e la data intorno al 1550, agli inizi di Tintoretto. È grande, larga più di due metri e mezzo, e costruita su diagonali che si incrociano. San Giuseppe chiude la scena da un lato, una giovane venuta con i pastori dall'altro, e in mezzo la Vergine e i visitatori si piegano e si torcono gli uni sugli altri. Dal gruppo spuntano, quasi a sorpresa, le teste degli animali, rese con un realismo che il museo definisce fiammingo. I volti restano impassibili, come spesso in Tintoretto. La vitalità del racconto nasce tutta dalle pose, ogni figura colta in un equilibrio instabile.




