Apoteosi del principe Eugenio di Savoia

Apoteosi del principe Eugenio di Savoia


Dettagli

Anno
1720
Tecnica
marmo
Dimensioni
234 × 124 cm

La storia

Nell'agosto del 1717 il principe Eugenio di Savoia strappò Belgrado agli Ottomani, e nel luglio 1718 la pace di Passarowitz ne confermò la vittoria. In quegli anni a Vienna si costruiva il Belvedere Superiore, il suo palazzo di rappresentanza, e intorno al 1718 Balthasar Permoser mise mano a questo gruppo in marmo. La guerra appena conclusa sta ai piedi del principe, nella figura di un prigioniero turco.

Eugenio è un secondo Ercole, con pelle di leone e clava. Accanto a lui c'è la Fama con la sua tromba, e vale la pena guardare la mano sinistra del principe. Secondo il museo, per modestia ne copre il padiglione. Un genio indica un sole cinto da un serpente, segno dello splendore infinito delle sue imprese.

Più tardi il gruppo comparve sul frontespizio della raccolta di incisioni che Salomon Kleiner, incisore di Augusta, dedicò al Belvedere.

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