
Veduta architettonica
Dettagli
La storia
Viviano Codazzi dipingeva architetture e quasi nient'altro. Quando nelle sue tele servivano figure, interveniva un altro artista ad aggiungerle, perché così si lavorava nel Seicento. Una mano faceva l'architettura, una seconda le piccole figure che vi si muovono dentro. Codazzi fu uno specialista di primo piano in quel mestiere. Metteva insieme portici, cortili e rovine grandiosi che non erano mai esistiti in quella forma, ordinando un linguaggio architettonico reale in vedute inventate. Questa tela giovanile è del 1627, prima che si stabilisse a Napoli per commissioni più impegnative. Il genere che contribuì a diffondere, il capriccio architettonico, avrebbe tenuto occupati i pittori per generazioni, alimentando il gusto europeo per la pietra nobile e le lunghe prospettive in fuga. Lavorò tra Napoli e Roma, e sue vedute si trovano oggi al Prado e agli Uffizi.