Automedonte con i cavalli di Achille

Automedonte con i cavalli di Achille


Dettagli

Anno
1868
Tecnica
olio su tela
Tipo
dipinto
Dimensioni
315 × 329 cm

La storia

Automedonte, l'auriga di Achille, riporta i cavalli dell'eroe dalle rive dello Scamandro, e le bestie si impennano, la schiuma alla bocca. Sono cavalli immortali, e nell'Iliade uno di essi, Xanto, riceve il dono della parola e predice ad Achille la sua morte vicina. Henri Regnault diceva di aver voluto dare alla tela un presagio di sventura, e mise la lotta sotto un cielo scuro di temporale. Aveva vinto il Prix de Rome nel 1866, e i vincitori passavano cinque anni a Villa Medici, a Roma, con l'obbligo di mandare a Parigi un lavoro all'anno. Il primo invio doveva essere modesto, un nudo di una sola figura. Regnault spedì invece questa tela di oltre tre metri per lato, firmata in basso a sinistra Roma, 1868. Nel gennaio del 1871 morì combattendo nella guerra contro la Prussia, a 27 anni. Già l'anno seguente il dipinto apparteneva a un americano, il banchiere newyorkese Levi P. Morton, poi vicepresidente degli Stati Uniti. Nel 1884 arrivò in prestito al Museum of Fine Arts di Boston, e per sei anni si raccolsero fondi con una sottoscrizione, finché nel 1890 il museo poté acquistarlo.

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