
Didier Descouens · PD
Capriccio con rovine classiche ed edifici
Dettagli
La storia
Intorno al 1750, quando Canaletto dipinse questo groviglio inventato di rovine classiche, l'Europa aveva nuovi motivi per sognare l'antica Roma. Dal 1738 si scavava la città sepolta di Ercolano, e nel 1748 si cominciò a Pompei, entrambe soffocate dal Vesuvio circa 17 secoli prima. I ricchi viaggiatori del Grand Tour spingevano ormai verso sud, fino a Napoli, per vedere venire fuori dalla cenere vere stanze romane, e volevano portarsi a casa quadri di rovine. Canaletto dà loro rovine mai esistite, archi, colonne e templi a metà in piedi disposti per l'occhio. A differenza delle sue vedute veneziane, qui non c'è nessun edificio reale con cui confrontarlo, solo pietra consumata, un cielo limpido e poche figure che vagano tra le colonne.




