
Wassily Kandinsky · PD
Forme capricciose
Dettagli
La storia
Nel luglio del 1937, quando datò questa tela, Kandinsky viveva da più di tre anni a Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi. Nel 1926, 11 anni prima, mentre insegnava al Bauhaus, aveva pubblicato il suo libro di teoria, «Punto, linea, superficie». Tra le illustrazioni c'è una fotografia al microscopio del tessuto connettivo lasso di un ratto, e lì accanto Kandinsky spiega che la natura costruisce in due modi, con una geometria esatta come quella della ragnatela e con linee libere, e che la pittura astratta li conosce entrambi. In questo quadro i due modi convivono. Sul fondo si alzano due strisce verticali di reticolo sottile, tirato col righello, verde a sinistra e viola a destra. Sopra galleggiano forme morbide dai lobi allungati, piene di cellette minuscole e di puntini, tra cerchi colorati sparsi. Il Guggenheim vi riconosce in parte degli embrioni, in parte qualcosa di vicino alle tavole scientifiche di tessuto placentare, del genere che Kandinsky raccoglieva da libri di embriologia e zoologia. Il colore è steso in strati sottili, nei toni del rosa, del lilla e del verde acqua.




