Centauro di Vulci

Centauro di Vulci


Dettagli

Anno
-585
Tecnica
nenfro (tufo vulcanico)
Tipo
scultura

La storia

Visto di fronte è un giovane nudo con la barba che avanza lentamente, le mani lungo i fianchi, i lunghi capelli acconciati con cura e una fila di riccioli a orlare la fronte. Di profilo, invece, al corpo umano si innesta quello di un cavallo. Questo modo di raffigurare il centauro, con le zampe anteriori umane, è più raro dello schema del cavallo con il busto d'uomo, ma ne esistono esempi sia nell'arte greca sia in quella etrusca.

Fu scolpito a Vulci intorno al 590-580 a.C. come guardiano di una tomba, e non ebbe fortuna. Quando l'archeologo Goffredo Bendinelli lo ritrovò nel 1919, la tomba era stata saccheggiata e la statua giaceva spezzata in due, «gettata come materiale di scarico dal vano del corridoio», come scrisse lui stesso, senza la base e senza la parte inferiore delle gambe. Per capire che cosa ci facesse un centauro davanti a una tomba, Bendinelli si rivolse ai versi di Virgilio, che nell'Eneide pone i Centauri sulla soglia degli inferi, e a quelli di Dante.

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