
Daniele discolpa Susanna
Dettagli
La storia
Questa tela è la seconda metà di una coppia. Il suo pendant, Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia, è esposto nella stessa sala e ha le stesse misure, ed entrambi furono dipinti per la corte di Vittorio Amedeo II, duca di Savoia e dal 1720 re di Sardegna. Il museo li data intorno al 1725-1726, registra anche una datazione al 1724 e, come per l'altro, affianca a Sebastiano il nipote Marco con un'attribuzione.
La storia si legge in un capitolo che la Bibbia greca e quella latina aggiungono al libro di Daniele. Due anziani, entrambi giudici, hanno accusato Susanna di adulterio dopo essere stati respinti, e la donna viene già condotta a morte quando il giovane Daniele ferma la folla. Fa separare i due uomini e chiede a ciascuno sotto quale albero l'abbia vista con l'amante. Uno risponde sotto un lentisco, l'altro sotto un leccio, e la menzogna crolla. La folla si rivolta allora contro gli accusatori. Le due tele arrivarono in Galleria nel 1860, dono di re Vittorio Emanuele II.




