
Dinos di Exekias (frammenti)
Dettagli
La storia
Nei simposi greci, intorno al 540 a.C., il vino si mescolava con l'acqua in un grande vaso rotondo come questo, il dinos, e i convitati parlavano volentieri per immagini marine. Chi beveva era un equipaggio, il troppo vino una tempesta, il coccio di una coppa rotta un rottame del naufragio. Exekias, il grande ceramista ateniese, trasformò la metafora in realtà.
Del vaso restano sette frammenti della spalla e dell'orlo. All'interno, sotto il collo, dipinse una linea ondulata all'altezza a cui arrivava il vino quando il dinos era pieno, e su quella linea una flottiglia di navi da guerra in miniatura, probabilmente sei, di cui se ne distinguono cinque, con la prua a testa di cinghiale e le teste rotonde dei rematori. Pieno, il vaso mostrava navi che solcavano il vino, come nel «mare color del vino» di Omero.
All'esterno furono incise, dopo la realizzazione, due iscrizioni. Una, in alfabeto attico, dice «Exekias mi fece», l'unico caso certo di una sua firma incisa, mentre le altre sono dipinte. L'altra, in alfabeto sicionio, ricorda che Epainetos donò il vaso a Charops. Il dinos fu trovato in una tomba di Cerveteri prima del 1861.