
Umberto Boccioni · PD
Dinamismo di un ciclista
Dettagli
La storia
I futuristi italiani, all'inizio del Novecento, erano innamorati della velocità, delle macchine e di tutto ciò che si muove in fretta. Boccioni, la loro voce più forte in pittura, non voleva mostrare un ciclista fermo ma la sensazione stessa della corsa. Così la figura si scompone in piani di colore, curve e spinte che si allungano in avanti, e a fatica riconosciamo un uomo chino sul manubrio. Contano la forza e il movimento, non i dettagli. Boccioni lo dipinse nel 1913, pochi anni prima di morire, ancora giovane, durante la Prima guerra mondiale. L'opera fa oggi parte della Collezione Peggy Guggenheim, a Venezia.




