
Umberto Boccioni
1882–1916 · Regno d'Italia · Futurismo
La storia
L'opera più nota di Umberto Boccioni è una figura bronzea in cammino intitolata 'Forme uniche della continuità nello spazio', del 1913. Non ha volto né arti definiti, le superfici tirate e svasate come se il corpo venisse rimodellato dalla propria velocità. Voleva mostrare un corpo nell'atto di muoversi, il moto stesso reso solido.
Boccioni fu il motore del Futurismo, il movimento italiano che adorava le macchine, la velocità e la città moderna e voleva spazzare via i vecchi musei. Dipingeva folle, traffico e luce elettrica, e una grande tela, 'La città che sale' del 1910, è costruita attorno a un enorme cavallo da tiro rosso che si protende in avanti mentre alcuni uomini faticano a trattenerlo.
Nel 1915 si arruolò volontario per la guerra. Nell'agosto del 1916, durante un'esercitazione di cavalleria vicino a Verona, il suo cavallo si imbizzarrì e lo disarcionò, e morì il giorno dopo a 33 anni. Aveva chiamato quel cavallo Vermiglia, dal rosso vermiglione, come il cavallo del suo stesso dipinto. La sua figura bronzea in cammino è oggi coniata sulla moneta italiana da 20 centesimi di euro.
Opere
8 opere
La città che saleUmberto Boccioni, 1910
Dinamismo di un ciclistaUmberto Boccioni, 1913
La strada entra nella casaUmberto Boccioni, 1911
Dinamismo di un footballerUmberto Boccioni, 1913
Tre donneUmberto Boccioni, 1909
Officine a Porta RomanaUmberto Boccioni, 1909
Rissa in galleriaUmberto Boccioni, 1910
Visioni simultaneeUmberto Boccioni, 1912