
Statua equestre di Mastino II della Scala
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La storia
Il nome dice già tutto. Mastino è il cane da guardia, e lo scultore lo ha preso alla lettera. Il cavaliere ha la visiera calata e il volto nascosto, e sull'elmo si alza una testa di cane alata, il cane dello stemma scaligero trasformato in cimiero. Indossa l'armatura da torneo, come un attimo prima della carica.
Mastino II della Scala aveva motivi per pensare alla propria memoria. A metà degli anni Trenta del Trecento governava il dominio più vasto mai avuto dalla famiglia, da Verona a Padova e Treviso, fino a Lucca in Toscana. Pochi anni dopo una guerra contro Venezia e Firenze gliene aveva tolto buona parte. Nel 1345 avviò la costruzione della propria arca, nel recinto di famiglia accanto a Santa Maria Antica, sei anni prima di morire, nel 1351, e questa statua ne era il coronamento. Secoli all'aperto spiegano perché la pietra sia così consunta. A Castelvecchio la statua è collocata nella Torre dell'Orologio, che si raggiunge dal camminamento sulle mura.
